Arriva l'estate e a Parigi, come e più che altrove, fioriscono le iniziative all'aperto.
La Mairie del 3eme Arrondissement (quello del Marais, per intenderci) organizza per il dodicesimo anno consecutivo il "Festival des Soirs d'Eté che consiste in una serie di concerti,di vario genere, che si svolgono su un palco allestito proprio fuori dal palazzo della Mairie tra il 21 giugno (Festa della musica) e il 14 luglio (la presa della Bastiglia).
Ieri sera, per tanti diversi motivi, avevo voglia di uscire e mi è tornato in mente il volantino con il programma e ho cercato cos'era previsto.
Il programma prevedeva un concerto dei
Gush, di un gruppo pop-rock parigino (ma anglofono).
La Rete oggi permette di farsi un'idea praticamente di qualunque cosa non si conosca, specie con la musica (Myspace e i canali YouTube sono perfetti per la promozione di band emergenti o poco note, certo, bisogna sapere di doverle cercare...).
Comunque, sono caduta sul video che pubblico in questo post. Sono quattro ragazzi parigini che hanno fatto una scelta musicale ben precisa, di ripresa di sonorità anni '60 e '70, che fanno con una certa abilità il verso a una dozzina di gruppi assortiti senza alcun pudore o timore reverenziale (Beatles inclusi).
Ho ascoltato un po' di cose qui e lì e mi è venuta a curiosità di sentirli dal vivo.
I pezzi non sono male, ma talmente aderenti ai modelli di riferimento, che a volte mi chiedo, nella mia abissale ignoranza, se non siano cover di pezzi noti e che sia per questo che mi sembrano tanto familiari.
Insomma, ho esitato un po', ma alla fine faceva troppo caldo per restare in casa, il concerto era gratis e troppo vicino a casa, e poi avevo una gran voglia di musica dal vivo e di dimenarmi un po' e di spensieratezza.
Così con una passeggiata di un quarto d'ora da casa mia in una serata ancora caldissima sono arrivata a destinazione, per evitare la disidratazione ho fatto una fila infinita nel vicino supermercato e mentre mi avvicinavo a dove è stato costruito il palco ho sentito che il gruppo aveva già iniziato.
Il pubblico era variegatissimo per età e e stile. Famigliole uscite di casa per non avere caldo e fermatesi lì. Ragazzini in giubbotto di pelle (lo giuro, con 30 gradi e un'umidità tropicale), bilkers, anziane signore, bambini.
Non molti erano lì apposta per i Gush.
In fondo nemmeno io.
Il concerto è durato un'oretta abbondante.
I quattro sul palco si impegnavano ma senza conquistare.
I pezzi erano eseguiti esattamente nello stesso modo in cui li ho sentiti su internet.
Le battute spiritose per coinvolgere il pubblico poco efficaci.
E poi, diciamolo pure, un po' se la tirano.
Alla fine ho ballato anche un po', chè in fondo la loro musica è fatta per questo, ma non mi sono scatenata, non mi sono lanciata, non sono riuscita ad essere coinvolta.
E poi il bassista non era il più freak del gruppo, regola che un mio ex mi ha inculcato e che non riesco a togliermi dalla testa (lui era bassista ed aveva un suo lato freak in effetti), anzi era il più pulito e fighetto dei quattro.
Alla fin fine sono quattro ragazzi di buona famiglia, di età indefinibile (più giovani di me forse, ma non di tanto), che hanno trovato una buona formula, ma troppo puliti, troppo fighi, troppo costruiti per colpire veramente al cuore.
E stringi stringi, anche se la copia è ben fatta, è sempre meglio l'originale.
Me ne sono tornata a casa sulle note di "Revolution" dei Fab4 (quelli veri) mentre il cielo era ancora chiaro e con addosso l'odore solito dei concerti all'aperto, canne, tabacco e birra (di cui però, accidenti, mi è rimasta la voglia... ).